GRAZIE

GRAZIE

Lettura Breve 1 Pt 2, 4-5

Stringendovi al Signore, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo.

Siamo qui per ringraziare il Signore per averci fatto il dono di questo grande suo servitore: don Mario Campidori. Il ricordo di uomini che riteniamo grandi discepoli del Signore non è semplicemente un fare memoria di qualcuno di grande, come anche le grandi società pagane hanno sempre fatto, ma uno stabilire, con la preghiera liturgica soprattutto, una profonda comunione in Cristo, con lui, con don Mario, perché quello che ha voluto dirci con la sua vita entri nei vostri cuori e nelle vostre menti e quindi diventi condiviso da tutta la Chiesa di Dio, in Bologna. E’ questo che invochiamo quando, nella liturgia, ricordiamo queste figure esemplari nella sequela di Cristo. (…) Questa sera la Parola di Dio che abbiamo ascoltato, parla della Chiesa come di un edificio. L’immagine usata parla di una costruzione, sottolineando due aspetti che sono propri di ogni edificio: la presenza in esso di una solida base, di un fondamento solido che tenga in piedi tutto l’edificio; ogni singola parte dell’edificio, ogni mattone, ogni pietra sia legata alle altre e soprattutto stretta sul fondamento. Il passaggio dall’immagine alla realtà non è così difficile: la pietra fondamentale è Cristo, ma Pietro dice che è Cristo in quanto ha vissuto il mistero della Pasqua, il mistero della sua morte e risurrezione. E’ pietra rigettata dagli uomini (ecco la sua passione e morte), ma pietra scelta e preziosa davanti a Dio (ecco il momento della sua glorificazione). Questo è il fondamento: è Cristo nel suo mistero pasquale. Guai se vi sono altri fondamenti: questo edificio diventa fragile e inconsistente. (…) E non raramente la Chiesa è colpita da terremoti spirituali, sia interni, che esterni. La sua forza: l’appoggiare a Cristo… E poi è l’unione con Cristo, pietra viva. Chi è che stabilisce questa unione? E’ la fede in Dio: per mezzo della fede noi siamo radicati e fondati su di Lui. Una fede che porta la nostra persona ai sacramenti, attraverso i quali Cristo opera efficacemente l’unione della nostra persona alla Sua divina persona. La Parola di Dio di questa sera mette soprattutto in luce un aspetto della Chiesa come edificio: lo stile architettonico. E’ l’edificio in cui vengono offerti, mossi dallo Spirito Santo, da parte dei fedeli, i sacrifici graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo: la preghiera della Chiesa, la sua liturgia. Questo è ciò che accade nella Chiesa prima di tutto: la lode a Dio, la sua adorazione, il porsi alla sua presenza, semplicemente per lodare, ringraziare, glorificare il Signore nelle sue opere. Questa è la Chiesa, questo ci ha insegnato anche don Mario con la sua vita. Nella foto che si vede al Villaggio senza barriere, mi ha sempre colpito quella corona del rosario che portava sempre al collo: questo è un uomo di preghiera che si lasciava introdurre nel mistero di Cristo e della Chiesa attraverso la Madonna. Ecco, viviamo dunque con grande e profonda serenità in questo mistero della Chiesa. Siamone certi: questa è la dimora di Dio. Finché in essa rimaniamo con semplicità, con docilità, non ci può capitare nulla di male perché siamo stretti a Cristo, la pietra che non può essere distrutta. Il Signore ci dia, anche attraverso questo ricordo di don Mario, questo grande amore verso la Chiesa, che ha sempre caratterizzato il suo sacerdozio.

Grazie Vescovo Carlo per l’amicizia, il bene e la carità che hai donato al Villaggio e alla Comunità dell’Assunta.

Noi preghiamo per te ma tu continua a pregare per noi.

grazie di tutto e… arrivederci!

 

La Comunità dell’Assunta